| Descrizione: Grotte, crepacci profondi e terrazze a mezz’aria: un on the road di 86
chilometri tra le Gravine dell’arco ionico. Liberi di deviare, senza fretta Ogni
curva, una sorpresa. Sembra di essere in un canyon americano invece è
l’inaspettata campagna di Puglia, quella delle Gravine dell’arco ionico:
crepacci profondi scavati nella roccia, grotte naturali, terrazze a mezz’aria,
pareti scoscese.
Da Bari s’imbocca la SS 100 in direzione Taranto per circa 56
chilometri fino a Mottola. La strada è comoda e scorrevole e permette di
arrivare velocemente a destinazione. Il territorio carsico traccia un profilo
ricco di inghiottitoi e canyon, ma anche doline, depressioni di forma circolare
e grotte, diventate abitazioni fino all’XI-XII secolo. La Gravina di Mottola
conserva un centinaio di cavità a più piani (le Grotte di Dio), comunicanti fra
loro ed estese per 600 metri. Vi si trovano scalinate nella roccia e luoghi di
culto, come la Cripta di San Nicola, detta la Cappella Sistina della
civiltà rupestre, per l’importanza degli affreschi presenti (Ufficio Turistico,
tel. 099.88.66.948). Si dorme nella Masseria Colombo, strutturata come un
piccolo borgo di trulli, nelle caratteristiche costruzioni di pietra a vista, o
a Casa Isabella, in un palazzo dell’Ottocento con preziosi arredi. Per cena, si
va a Il Rifugio dei Vip, per assaggiare gli ottimi cavatelli ai frutti di mare.
Riprendendo la SS 100, si arriva, dopo appena 7 chilometri, a Massafra,
definita Tebaide d’Italia per le numerose grotte. Qui la Gravina è parte della
cittadina e spesso i muri delle abitazioni sono scavati nel tufo. L’imponente
Gravina di San Marco è visitabile per scoprire le abitazioni rupestri, tra
cui la Grotta del Ciclope di grandi dimensioni, e la Farmacia del Mago Greguro,
costituita da molti ambienti uno dentro l’altro, non raggiungibili, dove sono
stati ritrovati spazi scavati nella roccia per conservare le erbe. L’ambiente
naturale della Gravina veniva chiamato Valle delle Rose, perché ricco di
specie vegetali, più di 220, che secondo gli antichi avevano proprietà
terapeutiche. Per una visita, si può scegliere la passeggiata archeologica con
sosta alla Cripta di Santa Marina, il tour delle chiese rupestri, oppure il
bellissimo Santuario della Madonna della Scala. Per una sosta gourmand, il
Falsopepe: cucina della tradizione come le caserecce con cima di rapa, pomodori
secchi e cacioricotta.
Per dormire, Masseria La Brunetta, costruzione d’epoca poco fuori Massafra,
immersa nel verde. Da qui, in direzione Palagiano, s’imbocca la
deviazione sulla SS 7 verso Matera. Ventitré chilometri per riempire gli occhi
di un paesaggio davvero singolare: lamie, ulivi e masserie. Si lascia la SP 7
per quattro chilometri per arrivare a Laterza e raggiungere la Gravina: è
la più grande d’Europa, si estende per 12 chilometri e sprofonda in molti punti
fino a 200 metri. L’appuntamento, per birdwatching e un’escursione nella natura,
è all’Oasi Lipu, dove inizia un percorso guidato di circa 5 chilometri
(2,50 € adulti e 1,50 € ragazzi fino a 18 anni). Si va alla scoperta di una zona
inserita nei luoghi internazionali di protezione degli uccelli, unica per la
grande biodiversità dell’avifauna, con rare specie della macchia mediterranea e
antichi boschi. Laterza è anche rinomata per il suo tipico pane cotto nel forno
a legna, la cui produzione è tutelata da un consorzio. Lo si può acquistare al
Panificio Laerte l’Antico Forno (via Cadorna 62, tel. 099.82.18.176),
assaggiando anche la squisita focaccia con il pomodoro fresco. Per cena, si fa
un salto all’Atelier della Carne, annesso alla macelleria, tipico fornello dove
cucinano gnumeridde, salsicce, e carne di pecora.
Elisabetta De Blasi |
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