PROVENZALI E NORMANNI SUI MONTI BOSCOSI DELLA DAUNIA
Località:
Faeto, Provincia di Foggia regione Puglia
Telefono:
Descrizione: FAETO CELLE S.VITO CASTELLUCCIO VALMAGG1ORE ORSARA DI PUGLIA BOVINO DELICETO
Nell'alta valle del torrente Gelone è situato Faeto sorto verso la metà dei see. XIV, quando un gruppo di soldati provenzali, al seguito dei d'Angiò, vi si stabilì. Nei primi anni dei see. XVI si aggiunsero altri gruppi provenienti dalla Francia, ancora oggi infatti vi si parla una lingua franco-provenzale. Nel centro stòrico sorgono pregevoli la Chiesa Matrice e la Casa del Capitano, sede del Museo Etnografico, a breve distanza dall'abitato, l'incantevole bosco ricco di tunnel vegetali e di tappeti di muschio. Celle San Vît«, deriva la sua denominazione dai resti di un antico cenobio benedettino esistente già prima del Mille. Di rilievo sono la Porta dei Provenzali e Chiesa di San Vito. Posto su uno sperone del M. Cornacchia (1151 m.), il più alto dell'Appennino pugliese, Castelluccio Valmaggiore prese il nome da un castello di cui sussiste ancora mia torre circolarecostruita nel XIV secolo. 1 tre paesi sono uniti dalla comune radice storica e culturale franco-provenzale. Orsara di Puglia sorge in un vasto tenitori o collinare cui sono attestate frequentazioni già dall'età del Ferro. Di notevole importanza strategica per il transito della Via Traiana, sin dall'età romana, Orsara mantiene nel Palazzo baronate il ricordo della presenza dell'Ordine Carvalleresco dei Calatrava, proveniente dalla Spagna, che vi si stabilì, intorno al XIII secolo, rafforzando il preesistente castello con il torrione quadrangolare. Risale al secolo XI l'Abbazia di Sant'Angelo, oggi dell'Annuuziata, mentre, poco distante dal centro, la Grotta di San Michele testimonia la diffusione del culto micaelico lungo le direttrici appenninicbe; realizzate sotto i Guevara di Bovino sono invece la Fontana nuova, la Fontana dell'Angelo, e nel territorio circostante l'imponente casa reale di caccia di Torre Guevara, costruita intomo al 1680. Bovino, frequentata già nel Neolitico, è menzionata da Polibio e da Plinio come Vibinum, luogo dove si accampò Annibale durante la II Guerra Punica. Sull'antica rocca i Normanni innalzarono il Castello, quindi Bovino passò sotto il dominio dei Conti di Loretello e in ultimo sotto quello dei Duchi di Guevara, che trasformarono il Castello in Palazzo Ducale. Riconosciuto oggi come uno dei "Borghi più belli d'Italia", Bovino è posta in una posizione di controllo lungo la valle del Cervaro, all'imbocco del "Vallo" omonimo tristemente famoso per il brigantaggio nella metà del secolo XIX. Dell'età romana parlano molte epigrafi, i resti murari in "opus reticuhtum ", e di un acquedotto romano, gli avanzi dei mosaici, e le terme. La Cattedrale, dedicata a Santa Maria Assunta, fu costruita probabilmente verso la fine del sec. VIII o inizi del sec. IX, ma fu risistemata nel 1231. Monumento nazionale, costituisce il più antico esempio di romanico pugliese. La Chiesa di S.Pietro del sec. XIII, contiene capitelli scolpili in stile bizantino e un fonte battesimale ricavato da una "misura" romana.
Antica anche la Chiesa dedicata nel 1197 a S. Marco d'Ecana, mentre, allacciato sulla Valle del Cervaro, il Santuario dì Valle verde, eretto nel 1266, ha lasciato tracce profonde nella storia non soltanto religiosa della città. Testimonianze dell'antichissima storia del luogo sono conservate nel Museo Civico "Nicastro ", e nella Biblioteca Diocesana, sistemata nel Palazzo Vescovile.
Sul versante del Monte Salecchia, si estende Delicelo le cui vicende storiche si confondono con quelle del suo austero Castello normanno-svevo che è circondato dalle abitazioni del centro storico e da un labirinto di vicoli che si incuneano fra gli antichi quartieri. Al nome del paese e legata l'opera di Sant'Alfonso de' Liguori e San Gerardo di Maiella, i quali svolsero la loro attività pastorale nel seicentesco Convento della Consolazione. Degne di nota sono la Chiesa Matrice, dove si conserva una preziosa Croce Reliquiario donata, nel XV secolo, dal pontefice Pio II al signore di Deliceto, marchese Antonio Piccolomini, e. fuori le mura, la Cappella di Santa Maria dell' Olmitello.
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