Descrizione: Le torri e le case aristocratiche. Gli archi e le corti dei miracoli. Le
stanze dei tesori. L'intrico di vicoli e stradine. Le edicole votive della pietà
popolare addobbate come cappelle e ricche come musei. E d'improvviso una
piazzetta che s'accende, e una scalinata. E portoncini che introducono a
giardini teneri come un mattino e arroccati come clandestini. E il salotto di
Piazza Mercantile e la passeggiata di Piazza del Ferrarese. E la muraglia col
fortino davanti al respiro lungo del mare. Lungo quel mare i litorali dì Puglia
sono un itinerario dì amore e odio: aperta la porta di casa, si è sul mare, mare
di vita e mare dì inquietudine. Un inseguirsi di porti e porticcioli, spesso un
pugno di barche tra due bracci di scogli, e alte mura come a Giovinazzo, e una
bianca cattedrale imponente sulla riva come la nobile Trani, e Molfetta col
Duomo Vecchio e i pescherecci, e Polignano a mare in volo sulla roccia come un
gabbiano, e Monopoli che sembra i Caraibi. Qui si solca il mare come si insegue
un sogno, il brivido dell'avventura come vele nel vento. E per chi cerca un buon
ritiro dopo il brivido dell'onda, ecco la Valle d'Itria tenera di colori, un
mondo di favola come i trulli dì Alberobello, case di fata patrimonio universale
dell'umanità protetto dall' Unesco. E Locorotondo, così alta lassù che pare
Gerusalemme, la chiesa matrice luccicante come la moschea di AI-Aqsa al centro
del paese, e le case come pulcini attorno ad una chioccia. E Castellana col
sortilegio delle sue fantasmagoriche grotte, una Disneyland sotterranea
inventata goccia su goccia in milioni di anni. E la balconata della Selva dì
Fasano ed il giardino fiorito di Cisternino. Questa è la Puglia agriturista del
rifugio segreto dei vip, che grandi agenzie internazionali portano qui finanche
da Hollywood. La frescura incantata, gli odori tenui, il sapore d'antico a due
passi dal mare. Ma la Valle d'Itria non vive soltanto di trulli. La Valle d'Itria
è anche masserie, cittadelle autonome per vivere, lavorare, produrre, pregare,
combattere.
Con i prodotti consumati o venduti sul posto, il lavoro negli orti,
l'allevamento, le passeggiate, le cavalcate, il caminetto o i fuochi delle
serate nell'aia, dove i signori e i braccianti si riunivano insieme la sera per
la cena dopo una giornata di schiene spezzate da "sole a sole". Sono, le
masserie, un rosario di oggetti tramandati, il tempo lento di un tempo che la
moderna industria turistica di Puglia è qui riuscita a conservare senza
stravolgere e senza far mancare nessuna comodità.
Testi di Lino Patruno trati da Puglia gran turismo
L'inserzione sulla mappa
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